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Archivi Categorie: MALATTIE AUTOIMMUNI
Quando si verifica la necessità di somministrare un antibiotico uno dei problemi che si presentano con maggiore frequenza è la proliferazione della Candida Albicans, che crea situazioni estremamente fastidiose. Questo fungo imperfetto, simile ad un lievito, ha una caratteristica fondamentale :il “dimorfismo”, che permette a questo fungo di adattarsi e proliferare in ambienti molto diversi e di modificare il suo metabolismo.La produzione di feci chiare durante o dopo antibiotico terapia, in assenza di patologia epatobiliare, è un primo segnale di una sua presenza incontrastata, che induce una deconiugazione dei Sali biliari. La Candida in effetti non viene uccisa dagli antibiotici, ma vengono eliminati i batteri che normalmente ne impediscono la eccessiva proliferazione (lattobacilli, bifidi, enterococchi). Moltiplicandosi indisturbata, può migrare, dislocandosi in distretti diversi come il cavo orale ( mughetto) o la pelle, con le varie tinee, o, molto frequentemente, la zona genitale con vaginiti fastidiose. Questa traslocazione si associa ad una trasformazione del modo di proliferare che si modifica passando da blastospore (gemmazione) a clamidospore (ife), la forma patogena. La Candida Albicans inoltre prolifera da pH 3 fino a pH 7.8 anche se l’acidità ottimale è 5.8; questo spiega l’infestazione da Candida in luoghi molto diversi tra loro e spiega, purtroppo, la difficoltà nella sua eliminazione.Altra nota fondamentale è che la Candida Albicans non è riconosciuta come patogeno dal sistema immunitario,motivo per cui è determinante il contenimento della sua attività proliferativi operato dai batteri probiotici o da parte del Saccaromices Boulardi, lievito competitore. Per poter contenere la proliferazione fungina in assenza di batteri probiotici, che sono stati eliminati dalla terapia antibiotica, si può quindi utilizzare il Saccaromices Boulardi, lievito assolutamente innocuo per l’uomo, che svolge un lavoro di contenimento delle colonie di Candida Albicans sia a livello intestinale, che in altre zone (mucosa orale e vaginale). Altre caratteristiche del Saccaromices Boulardi sono la gastroresistenza, la non colonizzazione permanente (è transiente), la sua capacità di proliferare in modo ottimale a 37°C, oltre alla capacità di resistere geneticamente agli antibiotici e di produrne dei suoi. Dopo la terapia antibiotica è fondamentale ricolonizzare l’intestino con batteri probiotici, ma non a caso e soprattutto non tutti insieme e in grandi quantità. I Bifidobatetri vanno somministrati quattro ore dopo l’ultima dose di antibiotici e da soli, dato che sono estremamente fragili e strettamente anaerobici, non hanno a disposizione molti luoghi dove creare colonie permanenti. Questo tipo di somministrazione sinergica e sequenziale di S. Bouladi e di Bifidobatteri permette una gestione dei danni da antibioticoterapia a livello intestinale ed è ottimale per il recupero delle funzioni metaboliche ed immunitarie intestinali , dato che nel tenue è residente la maggior quota di sistema immunitario.
Laura Quinti
La candida (candida albicans) è un nemico insidioso, molto più diffuso e molto più pericoloso di quanto non si pensi.
È un parassita appartenente alla famiglia dei miceti (funghi), ed è responsabile di un nutrito gruppo di patologie che va sotto il nome di candidosi.
La candida è nota perché si presenta spesso come affezione vaginale, del cavo orale (mughetto) e della pelle (chiazze che compaiono con l’esposizione solare) ed a volte viene riconosciuta come causa di uretriti.
Chi soffre di candida vaginale sa che con le medicine convenzionali è difficile “sradicarla”, e che in genere è recidivante (tende a ripresentarsi), e vedremo il perché.
In realtà la candida può attaccare moltissimi tipi di tessuti, ed è anche contagiosa; la sua diffusione è enorme ed in crescita.
In ogni forma di candidosi c’è la presenza della candida intestinale.
Questo fungo s’instaura nell’intestino di tutti gli esseri umani, in genere poco dopo la nascita, e vi rimane sempre presente; in condizioni normali è però benefico.
Per essere più precisi la candida è un organismo dimorfico, cioè che si presenta in due forme.
Normalmente è un simbionte, quindi appartenete alla flora batterica “amica”, e partecipa alla digestione degli zuccheri tramite un processo di fermentazione.
Nella forma patologica diventa un parassita e crea una struttura molecolare molto lunga, che tramite la mucosa intestinale entra nel flusso sanguigno.
La candidosi intestinale è dunque una particolare forma di disbiosi.
Il meccanismo della candidosi
La candida ha un’elettività per le mucose e per la pelle e questo fa capire molte cose sul meccanismo di propagazione e sui danni di questo fungo.
Nell’articolo Antigeni e anticorpi abbiamo visto che tutte le mucose dell’organismo sono collegate tra di loro e rappresentano una componente fondamentale del sistema immunitario (MALT, Mucosal Associated Lymphoid Tissue).
Risulta dunque chiaro che la candida rappresenta un forte attacco al sistema immunitario, e quindi apre la via a tutte le forme patologiche, tra cui il cancro di cui la candida è un’importante causa favorente.
Effetti
Riflettendo anche sulle funzioni dell’intestino (v. articolo sul cervello enterico) e della pelle si capisce bene come la candida possa provocare intolleranze alimentari, e a causa della stretta relazione tra intestino, sistema immunitario, sistema endocrino e sistema nervoso, sintomi come la depressione, sindrome premestruale, alopecia, insonnia, impotenza, patologie digestive, allergie, dermatiti, diabete, malattie autoimmuni e così via.
La candida polmonare è difficilissima da guarire e provoca anche scompensi cardiaci, perché ostruisce il flusso di sangue cuore – polmone.
Insomma è coinvolta in buona parte dello spettro delle patologie umane.
Paradossalmente, anche a causa di questa vastissima patologia associata è molto difficile da diagnosticare.
Chi andrebbe a pensare che la causa primaria di una depressione sia una candidosi?
Bisogna avere conoscenza delle recenti ricerche scientifiche sul cervello enterico e conoscere i meccanismi della candida, che viene in genere vista come un problema secondario (candida vaginale recidivante …).
Si spiega così ad esempio la scarsa efficacia delle cure locali della candida vaginale, che indeboliscono il sistema immunitario nella mucosa vaginale e non ripristinano le funzionalità della candida nell’intestino.
Le cause
Le cause della candidosi sono molte: dalla disbiosi, ad un indebolimento del sistema immunitario (antibiotici, vaccini, malattie debilitanti, metalli pesanti, inquinamento ecc.), fino anche al contagio anche per via parentelare (sangue), che è anche stato studiato tramite confronto del DNA.
Ci sono casi ad esempio in cui tra due partner si verifica un continuo contagio reciproco tra la candida vaginale e irritazioni o dermatiti del pene, che magari si presentano solo come un senso di fastidio o di bruciore. Peraltro spesso nel maschio la candidosi, oltre a generare infezione prostatica, provoca la balanopostite, che si presenta sotto forma numerose chiazze eritematose (rosse) spesso ricoperte di materiale biancastro, piccole, vellutate, lucide, localizzate al glande (parte terminale del pene) ed al prepuzio (pelle che ricopre il glande) accompagnate da prurito e bruciore.
Tra le cause principali non va dimenticato l’onnipresente stress.
Una causa primaria dell’instaurarsi e del mantenimento della candidosi è l’alimentazione, che provoca disbiosi.
Trattamento della candidosi
Questo fattore va sempre tenuto presente nella cura, che come sempre sarà diversa da persona a persona.
Spesso va associato al trattamento delle allergie e/o a quello di altri parassiti.
Tutti i protocolli hanno in comune il trattamento della disbiosi e delle intolleranze alimentari, il drenaggio per l’eliminazione delle tossine ed una dieta che in questo caso è particolarmente dura.
Vanno in genere eliminati i lieviti (pane, pizza ecc), tutti gli zuccheri raffinati (dolci, zucchero, pasta, pane non lievitato), le patate, le bevande come la coca cola, gli alcolici ed anche parte della frutta, come gli agrumi, i funghi e la frutta secca, caffè e cioccolate, i coloranti ed i conservanti. Si possono mangiare con moderazione pasta e riso integrali (e biologici per non fare il pieno di pesticidi), carne due volte alla settimana e pesce tre volte alla settimana. Le verdure vanno bene quelle che non generano fermentazione. Attenzione: i vari yogurt alla frutta contengono zuccheri, e sono altamente controindicati.
Viene quasi voglia di tenersela, questa candida (in questo caso guardare il box).
MIKE ADAMS
NaturalNews

C’è un nuovo vaccino per la dipendenza da nicotina e un altro per la tossicodipendenza. C’è un vaccino per l’Aids (che non funziona) e un vaccino per il cancro del collo dell’utero che è stato approvato per l’uso sui ragazzi (i ragazzi non hanno un collo dell’utero). Attraverso l’industria farmaceutica, la grande corsa per i vaccini è iniziata!
Ma perché, esattamente? Vi è improvvisamente una nuova eruzione di malattie epidemiche che richiedono trattamenti con vaccino? No, non proprio. Cosa c’è di nuovo è il modo in cui Big Pharma utilizza queste malattie come nuove opportunità per vendere più farmaci.
C’è in corso un grande passaggio dai farmaci prodotti per i malati ad una nuova classe di farmaci prodotti per persone sane. Il nuovo paradigma è che le persone hanno bisogno di farmaci prima di ammalarsi, come una sorta di “protezione” contro la malattia. I farmaci, in sostanza, sono visti come nutrienti – cose di cui il corpo umano ha bisogno per essere sano. E dal momento in cui sei nato, sei considerato carente di questi farmaci. E’ per questo che ai bambini vengono iniettati vaccini pochi minuti dopo la nascita. C’è una forte convinzione, nel settore medico, che i bambini nascano carenti di vaccini e che tali carenze debbano essere “corrette” il più presto possibile.
Questo semplice ma potente cambiamento nella strategia del marketing di Big Pharma ha ampliato il potenziale cliente basato su un sottoinsieme della popolazione (persone malate) a tutta la popolazione mondiale. Ora, tutti hanno bisogno di un vaccino per qualcosa, dicono le società farmaceutiche. Tutto ciò che è necessario per il successo finanziario di questo schema è di convincere i malati che hanno bisogno di più farmaci (o vaccini), e questo è facilmente realizzabile attraverso campagne di malattie pilotate (come l’attuale paura verso influenza suina H1N1).
Sorvolare sulla necessità di prove scientifiche
C’è un altro passaggio importante che si svolge lungo la grande corsa al vaccino: un passaggio dalla “medicina basata sulle prove” ad un nuovo paradigma medico di “credenza dogmatica”.
Vedete, è opportuno dimostrare che i farmaci che curano i malati funzionino. Ci devono essere delle prove cliniche e una certa percentuale di questi malati (solo il 5%, o, in genere) deve dimostrare un qualche tipo di risposta di miglioramento dopo l’assunzione del farmaco. Questo è il cosiddetto “gold standard” della medicina moderna. Ma con i vaccini, nessuna prova di efficacia è necessaria. Nessuno studio controllato con placebo ha bisogno essere realizzato. I vaccini possono essere apertamente commercializzati e prescritti senza alcuna prova che effettivamente funzionino.
Questo è un nuovo “lasciapassare” per Big Pharma – una classe di farmaci che non richiede alcuna prova! Hanno semplicemente bisogno di essere iniettati in un qualche centinaio di persone che vengono osservate per non più di due settimane per vedere se qualcuno muore o cade in coma. È questa la prova che è necessaria (e talvolta anche meno). Nessun test di sicurezza a lungo termine è necessario o perseguito, e, soprattutto, non vi è alcun obbligo che il vaccino provi che in realtà funzioni per ridurre le infezioni dell’influenza (o infezioni da HPV, ecc.).
In sostanza, premendo per un vaccino che serva praticamente a tutto, compresa la dipendenza dalla nicotina, l’industria farmaceutica si è trasformata da una piccola industria che serviva solo i malati con farmaci scientificamente dimostrati, in una grande industria globale che vende vaccini per tutti e non ha bisogno di provare che essi funzionino. A parte ogni valutazione, è una brillante strategia per aumentare i profitti farmaceutici.
Titolo originale: “A vaccine for anxiety? The real reason why drug companies are pushing more vaccines”
The Role of Infections in the Immunopathogensis of Systemic Sclerosis Evidence from Serological Studies
Fonte: PubMed
Yoav Arnson a,b , Howard Amital a,b , Serena Guiducci c , Marco Matucci-Cerinic c , Gabriele Valentini d , Ori Barzilai b , Ram Maya b , and Yehuda Shoenfeld b,e
a Department of Medicine ‘D,’ Meir Medical Center, Kfar-Saba affiliated with Tel-Aviv University, Sackler Faculty of Medicine, Kfar-Saba, Israel b Department of Medicine ‘B’ and Center for Autoimmune Diseases, and Tel Aviv University, Sackler Faculty of Medicine, Sheba Medical Center, Tel-Hashomer, Israel c Department of BioMedicine, Division of Rheumatology AOUC, Denothe Center, University of Florence, Florence, Italy d Department of Internal Medicine, Rheumatology Unit, Second University of Naples, Naples, Italy e Incumbent of the Laura Schwarz-Kipp Chair for Research of Autoimmune Diseases, Tel-Aviv University, Israel
Address for correspondence: Howard Amital. Voice: 972-9-7472598; Fax: 972-9-7471313. howard.amital@clalit.org.il
The first two authors have equally contributed to this paper.
Copyright © 2009 The New York Academy of Sciences
KEYWORDS
systemic sclerosis • EBV • CMV • Toxoplasma
ABSTRACT
Infections are believed to often play a role in the immunopathogenesis of autoimmune disorders; such is the case in systemic sclerosis (SSc). In order to evaluate the potential role infections may have on the pathogenesis of SSc, we assessed serological reactivity against various infectious agents in patients with SSc and compared them with healthy controls. Serological samples obtained from 80 patients with SSc were compared with 296 compatible healthy controls. Both groups were of European origin. All samples were tested for the presence of antibodies directed against hepatitis B virus, hepatitis C virus, toxoplasmosis, rubella, CMV, EBV, and Treponema pallidum. We applied Bio-Rad commercial and experimental kits to assess most antigens and ELISA assays to complete the panel. Patients with SSc had elevated IgM and IgG against Toxoplasma gondii and against CMV. Higher titers were also detected against the hepatitis B virus core protein (recombinant HBc antigen) using MONOLISA anti-HBc Plus commercial kit (Bio-Rad). A significantly higher rate of IgM antibodies against the capsid antigen of the EBV was detected in SSc patients compared with healthy controls, as well. These data demonstrate that antibodies against CMV, HBV, and toxoplasmosis were detected more often in patients with SSc. This association implies that infectious agents may have a role in disease pathogenesis and expression.
PINO CABRAS
La sicurezza sanitaria funziona come la sicurezza militare? Quali segreti nasconde, se perfino la Corte dei conti ora vuol vederci chiaro? Sullo sfondo delle dispute sull’influenza suina vediamo avanzare una militarizzazione della salute che gioca sulla paura delle malattie, la più primitiva.
Tralasciamo la questione della tossicità del vaccino, e la rimandiamo ad altre sedi. Partiamo proprio dalla Corte dei conti, l’organo che la Costituzione italiana ha messo a guardia delle spese pubbliche, compresa la cospicua voce della spesa sanitaria.
La Corte dei conti ha setacciato anche la questione della fornitura dei vaccini, fino a sollevare parecchie eccezioni. Si è subito dovuta scontrare con la segretezza, usata per ragioni di emergenza. In nome dello stato di eccezione non si può sapere qualcosa di più su uno specifico contratto di acquisto del vaccino che dovrebbe prevenire la famigerata influenza A(H1N1).
L’atto della Corte è del 21 settembre 2009. Si tratta della Deliberazione n. 16/2009/P. Sotto esame passa un contratto di fornitura di dosi di vaccino antinfluenzale stipulato tra il Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali e la Novartis, la multinazionale svizzera nata dalla fusione di Ciba-Geigy e Sandoz.
Il primo appunto della Corte dei Conti è di metodo. Si critica l’assenza di qualsiasi garanzia sull’esito «delle ricerche, la capacità di sviluppare con successo il Prodotto». Tutti i vincoli del contratto sono resi vani da un semplice fatto: non c’è nessuna certezza che il prodotto funzioni e ci sia. L’oggetto del contratto non è dunque materia certa.
Uno si aspetterebbe che in compenso ci siano clausole che stringano il contraente da qualche altra parte. Si tratta pur sempre di soldi pubblici. E invece per Novartis ci sono anche vantaggi per l’IVA. E passi. Ma si prevede anche «la possibilità del mancato rispetto delle date di consegna del Prodotto, senza l’applicazione di alcuna penalità» per Novartis.
Va bene, la motivazione è l’emergenza, ma qui si saltano tutti i normali passaggi che regolano l’immissione di prodotti che abbiano implicazioni rilevanti sulla salute dei cittadini. Al punto che ora si accetta il prodotto anche senza l’autorizzazione a commerciarlo in Italia: stavolta basta «un generico “Quality Agreement”». I rischi se li prende il Ministero, insomma. Se ad esempio si volessero riscontrare eventuali difetti di fabbricazione o danni fisici del prodotto, chi deve dirsi d’accordo è proprio Novartis. La Corte nota cioè che i fornitori di una merce eventualmente difettosa hanno addirittura la facoltà di dirsi preventivamente d’accordo o non d’accordo sui rilievi a loro carico. Se, bontà loro, si dicono d’accordo, i difetti di fabbricazione li devono rimborsare loro al ministero. Per gli altri danni causati a terzi dal vaccino sarà il ministero – cioè i contribuenti – a risarcire Novartis.
La Corte critica anche il fatto che alla Novartis verranno pagati poco più di 24 milioni di euro (IVA esclusa) se non otterrà l’autorizzazione all’immissione in commercio del vaccino. Nulla è detto nel contratto sul perché di quella somma-salvagente.
E che succederebbe se Novartis dovesse violare le disposizioni essenziali del contratto? Dal punto di vista del pagamento non succederebbe nulla. Così viene steso un altro tappeto rosso per la multinazionale di Basilea: «il pagamento dovrà essere ugualmente effettuato per il prodotto fabbricato e consegnato».
I rilievi della Corte dei conti si estendono a un altro punto essenziale: il segreto. Certo, si sa che in ogni rilevante contratto industriale ci sono sempre clausole di riservatezza. Ma nel contratto in questione si va ben oltre. Fra le informazioni riservate sono state infatti inserite anche questioni che invece non possono essere segrete, perché si tratta di forniture che devono avvenire con «evidenza pubblica». Per il vaccino si voleva rendere segreta perfino l’esistenza stessa del contratto, non solo i suoi contenuti.
La Corte dei conti a questo punto scopre che non può approfondire di più. Il contratto è a trattativa riservata ed è stato secretato, perché valgono le stesse emergenze previste in caso di eventi calamitosi “di natura terroristica” (ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3275 del 28 marzo 2003)
Il cerchio si chiude ancora una volta.
Il trattamento dell’influenza A(H1N1) è nelle mani della Protezione civile. E di fronte alle emergenze, le leggi si piegano alle eccezioni. La Corte registra di dover «ritenere il provvedimento al di fuori degli ordinari schemi contrattuali». Ma poco può farci.Deve arrendersi all’emergenza e accettare la situazione. In nome della Guerra al Terrorismo è nato ovunque un corpus giuridico sempre più esteso che sta divorando il sistema di bilanciamenti delle vecchie costituzioni.
Non è l’unico caso in cui la Grande Paura di una qualche nuova peste, alimentata dai media e da molti governi, porta a forzare le leggi per estendere verso limiti mai visti i poteri delle sempre più ingombranti strutture di ”protezione civile”. E non è nemmeno l’unico caso in cui, con poche righe, i governi garantiscono grandi affari ai produttori del controverso vaccino dell’influenza suina.
Il conduttore di una radio newyorchese, Al Roney di NY WGY, ha rivelato ad esempio le imbarazzanti connessioni che legano il commissario alla Salute dello stato di New York, Richard Daines, e il gigante dei vaccini MedImmune. Si dà il caso che la moglie di Daines, Linda, sia una manager di punta dell’onnipresente Goldman Sachs, la società finanziaria che oltre a essere il maggiore azionista di MedImmune ha anche intermediato una commercializzazione di vaccini del valore di 15 milioni di dollari.
Roney ha fatto appello ai suoi ascoltatori affinché si rivolgessero a Andrew Cuomo, il brillante politico che oggi ricopre la carica di Attorney General, e ha quindi la titolarità della pubblica accusa nello stato di New York. Il tema sollevato da Roney era il conflitto d’interessi. Roney ha proposto ai radioascoltatori di fare causa sul fatto che oltre 500mila lavoratori dello stato, in vario modo legati alla sanità, stavano per essere sottoposti a una vaccinazione obbligatoria, con un potenziale profitto per Goldman Sachs. Dopo la campagna lanciata da Roney, il 23 ottobre il commissario Daines ha sospeso il suo provvedimento, adducendo una carenza di dosi di vaccino. Va notato che lo stato di New York finora è stato l’unico in USA a prevedere vaccinazioni obbligatorie.
Più in generale si può riconoscere un metodo fondato su un allarme martellante, poco preoccupato di provocare panico, fortemente assecondato dai media, con i governi impegnati a rilanciarlo. Un metodo già sperimentato nei casi della SARS e dell’influenza aviaria, e ormai sempre più rodato.
Ai tempi dell’allarme SARS i giornali, imbeccati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, arrivarono a pubblicare grafici e ricostruzioni che pretendevano senza ironia di identificare il «paziente zero»: una scenetta in cui un canadese, un cinese e un vietnamita si incrociavano in un ascensore di Hong Kong, e da lì irradiavano la nuova pandemia per l’universo mondo. Avete visto cosa ne è stato della SARS, che poteva «uccidere miliardi di individui». Sono stati classificati come SARS solo ottomila casi in tutto il mondo e meno di ottocento morti.
Ricordo anche una surreale apertura del Tg1, quando la prima notizia fu un fenicottero morto in uno stagno rumeno. «Un altro caso di aviaria? E se passa all’uomo?». Ho in mente il Tg1, ma non è che gli altri organi d’informazione si fermassero a riflettere. Ovunque aviaria, aviaria, polli, fagiani, e allarmi.
Nel frattempo i produttori di antivirali (una delle categorie di farmaci più inutili che si possano immaginare) gongolavano con profitti miliardari. Gongolava anche Donald Rumsfeld, allora segretario alla difesa USA, in qualità di perfetto anello di collegamento fra il complesso militare-industriale-mediatico e le gradi case farmaceutiche. Proprio Rumsfeld era stato il capo della Gilead Science, la società che brevettò il Tamiflu prima di cederlo alla Roche non senza lasciarsi succulente royalty, governate oggi da un consiglio di amministrazione che comprende vari pezzi grossi dell’atlantismo, tra cui l’ex segretario di Stato George Schulz.
Rumsfeld, uno degli artefici del nuovo diritto d’emergenza e del nuovo stato d’eccezione nato con l’allarme terroristico, ha avuto buon gioco a spingere la manipolazione della paura in più di una direzione, militare, mediatica, medica, ovunque con gli stessi metodi e le stesse complicità. Rumsfeld è lo stesso Rumsfeld che nel 1976 svolgeva il ruolo di Capo di Gabinetto del presidente Ford, quando questi ordinò una vaccinazione di massa per un caso di influenza suina molto simile a quello odierno.
Così, eccoci qui, in un mondo in cui da sempre sono esistite le malattie e le influenze stagionali, ma che solo da qualche anno le vede come una guerra spaventosa nonostante i morti siano in declino, e non certo grazie ai vaccini antinfluenzali, che persino secondo «The Lancet», la più importante rivista medica, sono praticamente inefficaci. Come dice l’epidemiologo Tom Jefferson, «c’è tutta un’industria che si sta aspettando una pandemia». Basta guardare il grafico qui sotto per capire perché questa insistenza sulle influenze “speciali” non si giustifichi scientificamente. Altre malattie simili fanno più morti, ma non suscitano altrettanta attenzione perché non ci sono montagne di soldi né carriere da innalzare su di esse. Lo sviluppo dell’influenza A non sta modificando minimamente il trend delle malattie infettive, ma si presenta come un esperimento affaristico di proporzioni mostruose.
A questo punto però non vorrei caricare di troppe domande il governo italiano. Lo scenario è grandioso, e a Berlusconi non voglio chiedere conto dei guadagni di Rumsfeld. Sarebbe troppo.
Anzi, non voglio essere nemmeno io a fargli delle domande sullo strano contratto con i produttori di vaccini stipulato dal Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, il ministero guidato da Maurizio Sacconi.
Lascio le domande nientemeno che a Vittorio Feltri, che il 30 gennaio 2009, quando era ancora direttore di «Libero», titolava così un suo editoriale: «Caro Berlusconi, chiedi cosa fa la moglie di Sacconi». E cosa fa la moglie di Sacconi? Lo facciamo dire da Feltri, che qui ragiona su una cosa verissima: «Si dà infatti il caso che Sacconi sia coniugato (…) con una donna talmente in gamba da essere assurta alla direzione generale di Farmindustria. Anche chi non ha dimestichezza con certi affari comprende: siamo di fronte a un gigantesco conflitto di interessi; il responsabile del dicastero (sia pure tramite il sottosegretario Fazio) controlla la Salute pubblica, e sua moglie è al vertice non di un’azienda di elettrodomestici bensì di un colosso quale Farmindustria che, come dice la parola stessa, si occupa di farmaci. Il premier ne è al corrente? Se lo è, provveda per favore a scorporare la Sanità dal resto (Lavoro e Previdenza) onde non offrire il fianco agli attacchi dell’opposizione.»
Ecco, l’opposizione. Bersani, dove sei? Ti fai scavalcare anche da Feltri? È troppo, chiedere che si faccia luce sull’acquisto di una bazzeccola come 24 milioni di dosi per vaccinare il 40% della popolazione, che farà da cavia per un vaccino non sufficientemente sperimentato?
È troppo poi, diffidare dei fabbricanti dei vaccini che saranno ora iniettati a milioni di persone, visto che a loro carico si registrano processi per corruzione o per gli effetti collaterali dei vaccini?
Un piccolo aggiornamento istruttivo:
Le pagine dei quotidiani del 3 novembre 2009 sono coperte di titoli allarmistici e richiamano «la morte sospetta di un bimbo». Già alle ore 10,15 di questa stessa giornata un lancio di agenzia rivela che «il bambino deceduto ieri all’ospedale romano San Pietro è risultato negativo ai test per il virus H1N1. Le analisi effettuate dal laboratorio di virologia del policlinico Gemelli – secondo quanto appreso dall’Agenzia Italia – hanno dato esito negativo». Nel frattempo milioni di persone hanno ricevuto l’imprinting della paura e i poveri pediatri sono presi d’assalto.
Fonte: www.megachipdue.info/
3.11.2009
Due medici francesi intervistano Rony Brauman ex direttore di Medici senza Frontiere, medico di fama mondiale, umanista e ottimo conoscitore di epidemie.
Ron rimette in questione l’organizzazione anti pandemia e non ha intenzione di vaccinarsi.
La traduzione dei punti più importanti:
“L’organizzazione “poliziesca” contro la pandemia è un errore grave ed è costosissimo, l’organizzazione logistica dei medici e delle infermiere non è stata nemmeno presa in conto.”
Secondo lui la cosa migliore sarebbe organizzare delle unità di cure intensive da inviare direttamente, per non infettare gli ospedali, nelle case dei malati d’influenza, in difficoltà respiratoria acuta (il solo sintomo che può risultare grave).
“Come medico so che l’efficacia di questo vaccino è estremamente limitata, e tali sforzi (finanziari, amministrativi, umani, ecc) impegnati solo per la vaccinazione sono discutibili.
Come Medico Senza Frontiere so a che punto una tale vaccinazione di massa in circostanze acute, cioè con un tempo di reazione estremamente corto, è molto difficile.
Alla domanda: “Lei si farà vaccinare? e i vostri figli?” risponde “NO, e anche ai miei figli non lo consiglio. Io considero che, per il momento, l’influenza non ne vale la pena. Avete visto nell’Emisfero Sud, se non si fosse trattato di un’influenza, ma di un altro virus, non ne parleremmo nemmeno. Il fatto è che l’influenza ci ossessiona dal tempo della grande epidemia la Spagnola”
La dottoressa lancia:”E abbiamo paura di una mutazione”
Ron risponde:”Vi ricordo che decenni dopo decenni se vi è mutazione, questa mutazione è stata di una virulenza di ordine decrescente! Dunque io non ho paura di questa influenza e trovo che vi sono delle strategie della paura che sono, sicuramente sincere, ma precipitate. Io non mi vaccinerò e non incoraggerò i miei figli, che sono maggiorenni, a farlo.”
Corrado Belli
«I vaccini possono causare l’artrite cronica evolutiva, la sclerosi multipla, il lupus sistemico eritematoso, il Parkinson e il cancro.»
Pr. R. SIMPSON -American Cancer Society
Bene cari Connazionali, siete pronti?
Mamma OMS si sta occupando della nostra Salute e per non farci soffrire a lungo ci vaccina, con una Moneta nella mano che continuamente butta per aria dicendo… testa o croce?
Già si annunciano i primi Morti dopo aver ricevuto il Miracoloso vaccino contro il Virus H1N1.
Svezia: un uomo malato lievemente di cuore è deceduto alcune ore dopo aver ricevuto la sua dose di Vaccino (53 anni).
Una donna di 65 anni, con una leggera malattia dei muscoli muore dopo aver ricevuto anche lei il Vaccino.
Tutto il personale Ospedaliero al quale è stato iniettato il Vaccino si è ammalato, alcuni non riescono nemmeno a fare 5 metri per poter andare al gabinetto.
Nurses got sick from the “swine flu” vaccine in Sweden • UPDATE – 1 suspected death
Ungheria: Una donna con una malattia cronica al cuore ma leggera… muore dopo aver ricevuto il Vaccino.
Il Ministro della sanità Ungherese ha disposto di non Vaccinare per il momento Bambini e donne incinte.
Scandalo dei vaccini in Germania: La popolazione Tedesca grida allo scandalo dopo che si è saputo che la Signora Merkel, i componenti del Governo e tutti quelli che appartengono all’apparato Militare, verranno vaccinati con un Vaccino “Speciale” fatto esclusivamente per l’Elite.
German Chancellor, Ministers Get Special Vaccine Without Soft Kill Ingredients
Cosa si nasconde dietro questa scelta dell’Elite, cosa hanno in mente di fare i nostri Politici dopo essersi lasciati prendere per i fondelli dall’OMS per l’ennesima volta dopo la truffa sul fumo Passivo? Quo Vadis… Sirchia.
Influenza A (H1N1) ed il gioco dell’oca
Massimo Saruggia
Fonte: Omeopatia33
Sull’influenza A (H1N1) continuiamo a ricevere notizie, ma alla maniera di quelli che Zygmunt Bauman chiama global bywatchers, persone che le ricevono frullate, mescolate e tra loro contraddittorie. Se negli stati Uniti il Presidente Obama ha decretato lo stato d’emergenza, in Italia i medici “disertano” la campagna vaccinale lanciata dal Ministero per la profilassi delle categorie a rischio, quelle che per ragioni sociali e professionali non possono correre il rischio di ammalarsi. Il Ministero della Salute annuncia, trionfante, che il vaccino è sicuro: “Mi risulta che sinora si sia verificato un solo caso di rush cutaneo, cioé di arrossamento della cute: una reazione allergica localizzata che si è risolta spontaneamente senza problemi”. Come se se gli effetti collaterali si materializzassero solo in questa forma carnalmente medioevale. La massa invece, che sembra saperla più dei singoli – espressione di un sapere più supposto che condiviso – al mercato non si ferma alla prima bancarella e non si vaccina o non lo fa come ci si attendeva. Di fronte a questo reale che irrompe e spariglia le carte quale è il corrimano a cui reggersi per non restare ancorati ad una posizione saturnina e sospesa nelle incertezze? I requisiti più importanti della verità sono, ancor più della sincerità, l’accuratezza e la precisione. Proviamo allora a mettere ordine in questa storia di pandemie, vaccini, nuova o vecchia influenza.
- I criteri del WHO per definire la pandemia sono basati sulla modalità di trasmissione animale-uomo e uomo-uomo, registrano quindi il numero di casi nei diversi paesi, piuttosto che la virulenza del virus. Al contrario le informazioni dei mezzi di comunicazione e della stessa WHO tendono a dare alla popolazione l’idea che la rapida diffusione dell’ influenza sia la conseguenza della virulenza del virus.
- L’influenza suina, causata dal virus H1N1 non è una nuova malattia. Negli ultimi due anni diversi casi di questa influenza sono stati riportati in Spagna e negli USA.
- La maggior parte dei pazienti cui è stata posta la diagnosi di influenza suina sono guariti completamente dalla malattia senza richiedere cure mediche particolari e senza il ricorso a farmaci antivirali. Sino al giugno 09 sono stati confermati in tutto il mondo 51.702 casi con 230 decessi dovuti a complicanze: una mortalità del 4.45 per 1000, molto più bassa rispetto a quella attesa dal WHO.
- Tutti i più recenti report mostrano che la popolazione oltre i 60 anni d’età è a minor rischio di influenza. Il 72% dei casi osservati in Messico e negli USA hanno colpito soggetti inferiori ai 30 anni. Questo dato suggerisce una possibile protezione crociata da parte del vaccino stagionale dell’influenza nei riguardi dell’influenza A (H1N1).
- Non vi è ancora una informazione sufficiente circa l’uso su larghissima scala degli antivirali oseltamivir e zanamivir per la prevenzione e la cura dell’influenza A (H1N1).
- E’ necessario tenere in considerazione osservazioni recenti sull’insorgenza di resistenze virali ai due farmaci consigliati per la prevenzione e la cura dell’influenza A (H1N1).
“Que reste-t-il de la pandemie?”. Un messaggio di calma tranquilla e di sicurezza, per evitare che ciascuno si senta come il protagonista del gioco dell’oca, che ritorna sempre alla casella di partenza.
Garattini: dal fronte degli omeopati qualcosa si muove
Dopo l’editoriale di Omeopatia33 della settimana scorsa, la redazione di Omeopatia33 ha ricevuto molte lettere, provenienti sia da pediatri di famiglia, medici di Medicina Generale sia da ospedalieri. Il commento è stato unanime: d’accordo, i colleghi, con il nostro articolo e condivisa indignazione per l’atteggiamento fuorviante del professore del Mario Negri.
di Simonetta Bernardini
Fa piacere che a condividere la nostra risposta alle falsità proposte sui giornali e nei telegiornali da Garattini e Remuzzi siano stati anche medici non omeopati a confermarci l’impressione che i medici che tutti i giorni si trovano davanti i problemi di salute dei cittadini siano convinti che le guerre avviate da una parte dell’establishment del pensiero dominante della medicina di oggi non servano a nulla e che, piuttosto che le barricate dovremmo stendere ponti per avviare un dialogo che è ancora più necessario quando le posizione sono così clamorosamente e inutilmente distanti. Del resto lo scambio culturale ai fini di un approccio interdisciplinare alla cura è la ragione stessa dell’esistenza della SIOMI, che negli anni ha saputo coagulare intorno a se la più parte dei medici omeopati italiani impegnati a vario titolo nel SSN. Per questo motivo noi chiudiamo questo capitolo con l’invito riportato nella nostra lettera aperta: si apra il “Mario Negri” ad un confronto con la SIOMI non preconcetto e non pregiudizievole. Da questa settimana, tra l’altro, in rete c’è una novità: la SIOMI ha aperto una mailing list di scambio che consentirà a tutti i suoi soci di condividere le loro opinioni tra di loro oltre che con il Direttivo della Società. L’iniziativa è nata a seguito della necessità di coordinare i medici italiani esperti anche in omeopatia davanti al rischio della pandemia influenzale, con lo scopo di poter disporre di una task force nazionale che possa concordare le strategie migliori, omeopatiche e convenzionali, per gestire l’allarme sanitario. Ma la lista consentirà anche ai medici italiani esperti in omeopatia di sentirsi più vicini, di confrontarsi, per meglio partecipare gli uni con gli altri il loro ruolo unico e speciale in Italia: essere medici che praticano la medicina integrata. Ne’ omeopati chiusi nel loro sapere dunque, ne’ medici “convenzionali” chiusi nelle loro certezze. Ma colleghi saggi, preparati, innamorati della medicina e impegnati a rifertilizzare il sapere della medicina contemporanea grazie all’approccio interdisciplinare alla cura offerto dalla conoscenza delle medicine complementari.
I probiotici e la stimolazione immunitaria
Dr. Luciano Lozio
Il sistema immunitario è la struttura di difesa del nostro corpo contro l’invasione di batteri e virus che ci circondano e ci permeano.Una sua parte, le cellule natural killer (NK) è preposta anche alla eliminazione, per apoptosi o per necrosi, di cellule del nostro corpo che possono essere degenerate per qualunque motivo. Il sistema immunitario si trova dislocato in tutto il corpo, ma nell’intestino ne risiede la maggior quantità dato che il 60% nell’adulto e circa l’80% nel neonato e nel bambino è posizionato nelle placche del Peyer dell’intestino tenue e in grossi linfonodi nel Colon. La presenza di membrane permeabili e la enorme presenza di sostanze con caratteristiche di antigenicità ne fanno un luogo molto particolare per il sistema immunitario tanto che di norma si attiva solo su chiamata dando delega di difesa immunitaria al sistema probiotico composto da lattobacilli. Della grande famigla dei lattobacilli i più attivi in questo compito di presidio e contenimento sono sicuramente l’acidofilo e il ramnoso data la capacità di produrre sostanze,come le acidofilline, che hanno azione battericida nei confronti di moltissime specie di batteri patogeni. Le qualità dei lattobacilli non si fermano solo alla produzione di batteriocine, ma combattono validamente anche molti virus, come il Rotavirus, contro la cui presenza non c’è farmaco che funzioni. Si sta cercando di studiare prodotti antivirali con una bassa incidenza di effetti collaterali e già madre natura ci ha fornito un potente farmaco antivirale (acidolina) prodotto gratis dai lattobacilli intestinali.Il problema è che non sempre la presenza intestinale dei lattobacilli è sufficiente a contrastare le infezioni, perchè il numero di batteri probiotici è diminuito in conseguenza a diete sbagliate, infezioni gastrointestinali, abuso di alcool, soprattutto lontano dai pasti, o a terapie che ne distruggono le colonie, come l’antibioticoterapia, non seguita da una corretta e rapida ricolonizzazione. Il ricorrere all’antibiotico in presenza di una malattia virale, con il razionale per cui almeno le patologie batteriche non si instaurano in forma parassitaria, protegge forse da malattie batteriche, ma sicuramente riduce la capacità di risposta sinergica al virus che è portata avanti dal sistema immunitario in tutti i distretti lasciando ai lattobacilli il presidio del M.A.L.T. e soprattutto del G.A.L.T. In presenza di lattobacilli probiotici l’ingestione di virus come H.C.V., H.I.V., Polivirus non crea patologia perché immediatamente distrutti.Il passaggio nell’intestino tenue del lattobacillo ramnoso attiva il sistema immunitario perché il L.ramnoso non è un batterio residente nell’intestino tenue per cui il sistema immunitario lo controlla nel suo passaggio anche se non si attiva per eliminarlo dato che il sistema probiotico lo ha lasciato transitare senza allertarsi. Se un extracomunitario sbarcasse a Lampedusa con un permesso di soggiorno per la Svizzera e viaggiasse lungo tutta la penisola verrebbe sicuramente seguito per controllare che veramente vada in Svizzera e che i documenti siano veri; ciò che farebbe la Polizia è esattamente quello che fa il sistema immunitario al passaggio di un probiotico di un distretto diverso da quello attraversato. L’allerta del sistema aumenta la sensibilità verso altri batteri e non solo migliorando così l’efficienza del sistema nel pulire il terreno presidiato da batteri, virus, ma anche cellule degenerate.Queste funzioni vitali di pulizia e difesa sono svolte dal sistema immunitario in modo ottimale solo quando non è sovraccaricato di funzioni come avviene quando si è in una condizione di disbiosi per cui il mantenimento dell’eubiosi porta anche ad un miglioramento dell’efficienza immunitaria che è alla base di una vita sana.

