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Un parere sull’influenza H1N1

29 Ott

Influenza A (H1N1) ed il gioco dell’oca

Massimo Saruggia
Fonte: Omeopatia33

Sull’influenza A (H1N1) continuiamo a ricevere notizie, ma alla maniera di quelli che Zygmunt Bauman chiama global bywatchers, persone che le ricevono frullate, mescolate e tra loro contraddittorie. Se negli stati Uniti il Presidente Obama ha decretato lo stato d’emergenza, in Italia i medici “disertano” la campagna vaccinale lanciata dal Ministero per la profilassi delle categorie a rischio, quelle che per ragioni sociali e professionali non possono correre il rischio di ammalarsi. Il Ministero della Salute annuncia, trionfante, che il vaccino è sicuro: “Mi risulta che sinora si sia verificato un solo caso di rush cutaneo, cioé di arrossamento della cute: una reazione allergica localizzata che si è risolta spontaneamente senza problemi”. Come se se gli effetti collaterali si materializzassero solo in questa forma carnalmente medioevale. La massa invece, che sembra saperla più dei singoli – espressione di un sapere più supposto che condiviso – al mercato non si ferma alla prima bancarella e non si vaccina o non lo fa come ci si attendeva. Di fronte a questo reale che irrompe e spariglia le carte quale è il corrimano a cui reggersi per non restare ancorati ad una posizione saturnina e sospesa nelle incertezze? I requisiti più importanti della verità sono, ancor più della sincerità, l’accuratezza e la precisione. Proviamo allora a mettere ordine in questa storia di pandemie, vaccini, nuova o vecchia influenza.
– I criteri del WHO per definire la pandemia sono basati sulla modalità di trasmissione animale-uomo e uomo-uomo, registrano quindi il numero di casi nei diversi paesi, piuttosto che la virulenza del virus. Al contrario le informazioni dei mezzi di comunicazione e della stessa WHO tendono a dare alla popolazione l’idea che la rapida diffusione dell’ influenza sia la conseguenza della virulenza del virus.
– L’influenza suina, causata dal virus H1N1 non è una nuova malattia. Negli ultimi due anni diversi casi di questa influenza sono stati riportati in Spagna e negli USA.
– La maggior parte dei pazienti cui è stata posta la diagnosi di influenza suina sono guariti completamente dalla malattia senza richiedere cure mediche particolari e senza il ricorso a farmaci antivirali. Sino al giugno 09 sono stati confermati in tutto il mondo 51.702 casi con 230 decessi dovuti a complicanze: una mortalità del 4.45 per 1000, molto più bassa rispetto a quella attesa dal WHO.
– Tutti i più recenti report mostrano che la popolazione oltre i 60 anni d’età è a minor rischio di influenza. Il 72% dei casi osservati in Messico e negli USA hanno colpito soggetti inferiori ai 30 anni. Questo dato suggerisce una possibile protezione crociata da parte del vaccino stagionale dell’influenza nei riguardi dell’influenza A (H1N1).
– Non vi è ancora una informazione sufficiente circa l’uso su larghissima scala degli antivirali oseltamivir e zanamivir per la prevenzione e la cura dell’influenza A (H1N1).
– E’ necessario tenere in considerazione osservazioni recenti sull’insorgenza di resistenze virali ai due farmaci consigliati per la prevenzione e la cura dell’influenza A (H1N1).
“Que reste-t-il de la pandemie?”. Un messaggio di calma tranquilla e di sicurezza, per evitare che ciascuno si senta come il protagonista del gioco dell’oca, che ritorna sempre alla casella di partenza.

 
 

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