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Antibiotici e Candida

07 Nov
Quando si verifica la necessità di somministrare un antibiotico  uno dei problemi che si presentano con maggiore frequenza è la proliferazione della Candida Albicans, che crea situazioni  estremamente fastidiose. Questo fungo imperfetto, simile ad un lievito, ha una caratteristica fondamentale :il “dimorfismo”, che permette a questo fungo di adattarsi e proliferare in ambienti molto diversi e di modificare il suo metabolismo.La produzione di feci chiare durante o dopo antibiotico terapia, in assenza di patologia epatobiliare, è un primo segnale di una  sua presenza incontrastata, che induce una deconiugazione dei Sali biliari.  La Candida in effetti non viene uccisa dagli antibiotici, ma vengono eliminati i batteri che normalmente ne impediscono la eccessiva proliferazione (lattobacilli, bifidi, enterococchi). Moltiplicandosi  indisturbata, può  migrare, dislocandosi in distretti diversi come il cavo orale ( mughetto) o la pelle, con le varie tinee, o, molto frequentemente, la zona genitale con vaginiti fastidiose. Questa traslocazione si associa ad una trasformazione del modo di proliferare che si modifica passando da blastospore (gemmazione) a clamidospore (ife), la forma patogena. La Candida Albicans inoltre prolifera da pH 3 fino a pH 7.8 anche se l’acidità ottimale è 5.8; questo spiega l’infestazione da Candida in luoghi molto diversi tra loro e spiega, purtroppo, la difficoltà nella sua eliminazione.Altra nota fondamentale è che la Candida Albicans non è riconosciuta come patogeno dal sistema immunitario,motivo per cui è determinante il contenimento della sua attività proliferativi operato dai batteri probiotici o da parte del Saccaromices Boulardi, lievito competitore. Per poter contenere la proliferazione fungina in assenza di batteri probiotici, che sono stati eliminati dalla terapia antibiotica, si può quindi utilizzare il Saccaromices Boulardi,  lievito assolutamente innocuo per l’uomo, che svolge un lavoro di contenimento delle colonie di Candida Albicans sia  a livello intestinale, che in altre zone (mucosa orale e vaginale). Altre caratteristiche del Saccaromices Boulardi sono la gastroresistenza, la non colonizzazione permanente (è transiente), la sua capacità di proliferare  in modo ottimale a 37°C, oltre alla capacità di resistere geneticamente agli antibiotici e di produrne dei suoi.  Dopo la terapia antibiotica è fondamentale ricolonizzare l’intestino con batteri probiotici, ma non a caso e soprattutto non tutti insieme e in grandi quantità. I Bifidobatetri vanno somministrati quattro ore dopo l’ultima dose di antibiotici e da soli, dato che sono estremamente fragili e strettamente anaerobici, non hanno a disposizione molti luoghi dove creare colonie permanenti. Questo tipo di somministrazione sinergica e sequenziale di S. Bouladi e di Bifidobatteri permette una gestione dei danni da antibioticoterapia a livello intestinale ed  è ottimale per il recupero delle funzioni metaboliche ed immunitarie intestinali , dato che nel tenue è residente la maggior quota di sistema immunitario.
 
 

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