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Terapia chelante: come, quando, perché…

27 Dic

Cristiana D. S.

Il termine deriva dalla parola greca “chele” che significa legare.
L’azione chelante avviene quando un minerale accetta uno scambio di almeno due elettroni con la molecola dell’EDTA.

Da ricordare che nel caso d’intossicazione cronica da metalli pesanti l’EDTA non è indicata, dato che non oltrepassa la barriera ematoencefalica.

Una volta chelato il minerale perde le sue proprietà fisiologiche o tossiche, in quanto viene sequestrato all’interno della struttura dell’EDTA ed eliminato attraverso la via urinaria.
L’EDTA chela inoltre gli ioni calcio presenti nel sangue. La riduzione del valore del calcio ematico induce una attivazione del paratormone con richiamo degli ioni calcio dai tessuti ectopici (comprese le fibrocellule muscolari delle pareti dei vasi: maggior flessibilità => aumento del flusso sanguigno) per compensare la riduzione del calcio ematico. Il paratormone aumenta la mobilizzazione del calcio sottraendolo innanzitutto alle placche in via di formazione.
In campo medico fu usata per la prima volta nel 1950 sui marinai americani che al termine della seconda guerra mondiale furono impiegati a ridipingere le navi da guerra.
Le vernici utilizzate ricche in piombo ed altre sostanze tossiche determinarono saturnismo (intossicazione da piombo).
I marinai furono sottoposti a Terapia Chelante per la detossificazione dal piombo e molti di questi pazienti precedentemente affetti da altre patologie quali angina pectoris, claudicatio intermittens, ipertensione riscontrarono beneficio, oltre che per il saturnismo, anche per la malattia vascolare.
Poiché il fatto clinico aveva rilievo “scientificamente significativo”, molti studiosi del settore cominciarono ad intraprendere questo trattamento per la cura e la prevenzione delle malattie cardiovascolari.
Le sostanze chelanti utilizzate sono: EDTA e DMSA

EDTA: (Acido etilen diamino teracetico)
L’EDTA è un aminoacido sintetico, complessante dei metalli, che quando viene introdotto endovena chela i seguenti ioni con attività decrescente :
– Cromo ; ione ferrico ; mercurio ; rame ; piombo ; zinco ; alluminio, ione ferroso ; manganese ; calcio e magnesio.
La chelazione del Ferro e del Rame avviene quando essi non fanno parte di complessi enzimatici o di sistemi di trasporto, ma solo quando si trovano in forma libera. Il meccanismo d’azione è dunque “selettivo e mirato”.
Infusione: endovenosa lenta (circa 3 ore)
Metabolismo: 1 ora dopo la somministrazione il 50% dell’EDTA è eliminato dall’organismo e 24 ore dopo ne è eliminato oltre il 90%.
Effetti diretti:
– Chela i metalli tossici
– Chela il calcio dalla pareti dei vasi
Indicazioni :
– A scopo diagnostico: avvelenamento cronico da metalli pesanti;
– Avvelenamento acuto da metalli pesanti;
– Affezioni vascolari e metaboliche quali: cardiopatie, angina, ipertensione arteriosa, diabete, degenerazione maculare senile, infarto del miocardio, ictus, collagenopatie, tabagismo.
– Malattie autoimmuni e metaboliche.
– Prevenzione dell’invecchiamento.
Controindicazioni:
– Nefropatie in fase acuta
– Epatopatie acute
– Gravidanza
Effetti Collaterali:
– Ipoglicemia
– Ipotensione
– Spasmi muscolari da ipocalcemia durante la infusione.

La fleboclisi effettuata in ambiente medico, si protrae per circa 3 ore; il paziente viene monitorato per la pressione arteriosa e la glicemia prima, durante e dopo la infusione.
La successione delle flebo prevede un intervallo minimo di 7 giorni. Comunemente vengono proposti cicli di 10 fleboclisi, che nei casi gravi possono raggiungere il numero di 30-40. A scopo di mantenimento viene indicata una fleboclisi ogni 2 mesi.
Per i Pazienti che si sottopongono alla terapia vengono richiesti sistematicamente esami di laboratorio che variano in rapporto alle condizioni generali del paziente e la compilazione del Consenso Informato.
In Italia la Terapia Chelante non è stata ancora ufficialmente approvata per la cura delle patologie cardiovascolari mentre è universalmente approvata per la cura delle intossicazioni da metalli tossici.
A tutt’oggi, nel mondo, soprattutto negli Stati Uniti, sono state effettuate oltre 1 milione di infusioni senza gravi effetti collaterali quando vengono rispettate le linee guide dell’Associazione statunitense ACAM (http://www.acam.org/).

DMSA: (acido 2,3 meso dimercaptosuccinico)
Agente chelante a bassa tossicità (FDA, USA), attraversa la barriera ematoencefalica.
Somministrazione:
per via orale
Picco di concentrazione entro 2 ore dalla assunzione
Eliminazione:
entro 48 ore per via renale, in minima parte attraverso polmoni e feci.
Indicazioni:
Intossicazioni da piombo, mercurio, arsenico, uranio.
Controindicazioni:
Gravidanza, insufficienza renale acuta, bambini al di sotto dei 12 mesi di età.
Effetti collaterali:
Brividi e febbricola, lievi disturbi gastrointestinali

Fonte: Dr. Sante Guido Zanella

Per informazioni sulla chelazione edta:
http://mediahealth.com/servizi/centromed/terapchel1.htm
http://www.internationalbiolife.com/chelazione.htm

 
 

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