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Modulazione proteica e farmaco omeopatico: un’ipotesi esplicativa

11 Mar

Tiziana Di Giampietro

Si discute se farmaci omeopatici, la cui azione non è nota, a diluizioni oltre la 12CH abbiano efficacia nella cura di molte malattie e in particolare dei tumori. Recentemente, in studi su animali, sono stati documentati effetti positivi nella prevenzione e nel trattamento di varie neoplasie della prostata, del fegato, del carcinoma ascitico di Ehrlich e del linfoma di Dalton. Ma questa azione chemo-preventiva e curativa omeopatica è stata criticata e definita non migliore del placebo nonostante trial clinici ed esperimenti in laboratorio abbiano fornito evidenze che questi medicinali interferiscono con la crescita delle cellule cancerose attraverso meccanismi diversi. A supportare la polemica sull’efficacia dei farmaci omeopatici dinamizzati e diluiti oltre 12CH alcuni lavori recenti sottolineano l’efficacia delle alte diluizioni, in barba alla loro “non esistenza fisica”, nel modulare certi segnali proteici. L’analisi di questi segnali proteici è stata impiegata per capire il meccanismo della azione di prevenzione tumorale anche se l’esatta modalità attraverso cui ciò avvenga rimane pressoché oscura.
Uno studio, pubblicato su eCAM e proposto da A.R. Khunda-Bukhsh, N. Boujedaini e P. Belon ha due obiettivi: indagare se Secale cornuta 30CH, scelto per la sua azione su lesioni ulcerativo-emorragiche della cute, possa curare il cancro cutaneo nel ratto e valutare se rilevanti livelli di proteine vengono modulate durante questo processo. E’ stato utilizzato per lo studio un modello di papilloma cutaneo murino, sia perché la strada segnalata dalle cellule citochina-mediate è ben definita in questo modello, sia perché la comprensione dell’espressione di altre proteine a valle potrebbe chiarire l’evoluzione della cancerogenesi. Analisi istologiche, citologiche e di immunofluorescenza hanno dimostrato che Secale cornuta 30CH modifica significativamente numerosi segnali proteici (AhR, PCNA, IL-6, NF-kB, etc.) e di proteine pro apoptotiche (citocromo C) con miglioramento del tumore cutaneo. I dati della ricerca dimostrano un aumento della popolazione cellulare nella fase S e G2 e un decremento nella fase sub-G1 e G1 nei topi malati digiuni da farmaci, mentre tale popolazione è stata trovata vicina alla norma nei ratti trattati con Secale cornuta. In questi ultimi, inoltre, l’indagine citogenetica ha rivelato altre azioni antitumorali quali una riduzione dei danni al DNA nelle cellule del midollo osseo, cambiamenti delle caratteristiche istologiche del tumore cutaneo e riduzione dell’espressione delle proteine AhR e PCNA. Lo studio infine suggerisce l’ipotesi che farmaci omeopatici possano esercitare influenze normative sulla espressione di determinati geni di regolamentazione.

eCAM, 2009

Per leggere l’abstract >>> cliccare qui

 
 

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