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Candida e malattie autoimmuni

12 Ott

Candida intestinale: sintomi, diagnosi, cura, dieta e rimedi naturali.
Candida intestinale: sintomi, diagnosi, cura, dieta e rimedi naturali
Indice:
L’infezione
Cause
Diagnosi
Sintomi
Conseguenze
Cure, dieta e terapie naturali
Opinioni e commenti
Quali sono i sintomi con cui si manifesta la candida intestinale e come viene diagnosticata? Approfondiamo le possibili cure, dai farmaci ai rimedi naturali ed alla dieta adeguata che contrasta il proliferare del fungo normalmente presente nel nostro organismo.

Cos’è la candida intestinale.

La candida è un microrganismo appartenente al regno dei funghi che normalmente si trova nel nostro organismo come commensale (che vive dentro un altro organismo a cui non arreca alcun danno) sottoforma di spora di lievito, cioè in forma monocellulare. I distretti in cui comunemente si trova la candida come commensale sono diversi e comprendono le mucose specialmente quelle del tratto genito – urinario e intestinale. La candida inoltre, è anche un fungo opportunista, è in grado cioè, ad opportune condizioni, di determinare una patologia infettiva chiamata candidosi che, nel caso in cui sia localizzata nell’intestino, prende il nome di candidosi intestinale.

Ma come funziona il meccanismo che mette in moto la candidosi intestinale?

Come avviene la trasformazione da fungo commensale a patogeno?

In condizioni fisiologiche la candida vive nell’organismo umano come commensale saprofita che si nutre, a livello intestinale, attraverso il metabolismo degli zuccheri e che non crea alcun danno all’essere umano, anche perchè la sua crescita è tenuta, sotto controllo sia dal sistema immunitario che dalla flora microbica intestinale.

Tuttavia in determinate condizioni, che rappresentano le cause scatenanti della candida intestinale, è possibile che tale fungo assuma le caratteristiche di un patogeno, passando dalla condizione di spora (quiescente e silente, che non crea alcun problema) alla forma vegetativa, capace di determinare malattia. La trasformazione della candida da commensale a patogeno prevede i seguenti passaggi:

Le ife: la membrana della cellula inizia ad estroflettersi formando dei filamenti che si vanno allungando a partire dal loro apice, in questa forma la cellula prende il nome di ifa.
Proliferazione: le estroflessioni, che prendono il nome di rizoidi, si attaccano ai tessuti che circondano la cellula, nel caso della candidosi intestinali alle pareti dell’intestino, e proliferano causando la patologia.
Le cause per cui si ha la trasformazione del fungo in patogeno.

Le cause dell’infezione non sono molte e sono da ricondursi spesso a condizioni particolari (prime tra tutte l’immunocompromissione o l’immunosoppressione) in cui si trova il soggetto in un determinato momento della sua vita. Possiamo in generale dire che la candidosi intestinale è frequente in:

Terapia antibiotica: persone che sono state sottoposte a terapia antibiotica la quale ha modificato, alterandola, la normale flora batterica intestinale, permettendo alla candida di proliferare e prendere il sopravvento.
AIDS: soggetti affetti da AIDS (sindrome da immunodeficienza acquisita, causata dal virus HIV), nei quali il sistema immunitario è fortemente compromesso a causa della malattia. Questo consente alla candida di riprodursi incontrollatamente.
Patologie autoimmuni: individui colpiti da patologie autoimmuni, in cui il sistema immunitario non funziona correttamente.
Trapianti: soggetti sottoposti a trapianto i quali devono assumere farmaci immunosoppressori. Tali farmaci riducono il funzionamento del sistema immunitario per impedire il rigetto del trapianto ma nello stesso tempo aumentano il rischio d’infezioni in quel dato paziente.
Elevata assunzione di zuccheri: soggetti che hanno un’alimentazione troppo ricca di zuccheri o che sono diabetici, in quanto per crescere in maniera ottimale la candida ha bisogno di moltissimo zucchero.
Neoplasie, radioterapia o chemioterapia: persone affette da neoplasie che si stanno curando mediante radioterapia o chemioterapia. Queste terapie, infatti, debilitano il sistema immunitario facilitando l’insorgenza d’infezioni.
Stress: soggetti eccessivamente stressati o ansiosi in cui lo stress cronico ha provocato un’immunosoppressione temporanea.
I soggetti colpiti.

Da ciò si evince che la candidosi intestinale non è una patologia che si trasmette, non ha quindi nessuna modalità di trasmissione, non vi è contagio, e non si possono individuare cause specifiche, è semplicemente una malattia che si manifesta in particolari condizioni. Per lo stesso motivo può colpire sia soggetti di sesso maschile che di sesso femminile (per la candidosi vaginale sono più esposte le donne rispetto agli uomini) in maniera indiscriminata, e può manifestarsi anche nei bambini.

Come si effettua la diagnosi di candidosi intestinale.

La diagnosi di candidosi intestinale non è molto semplice in quanto, se la candida è localizzata solo nel tratto intestinale e non ha colonizzato altri distretti quali il sangue o la vescica, non sarà facilmente rilevabile. Gli esami clinici e strumentali che possono essere utilizzati sono:

Esame delle feci: va eseguito specificando che la coprocoltura (nome tecnico dell’esame delle feci) va eseguita ricercando specificatamente la candida e non i miceti in generale. L’esame delle feci però non ha un grande significato diagnostico in quanto la presenza di candida a livello fecale non sempre è indice di patologia. Nonostante ciò è spesso utilizzato come conferma della sintomatologia.
Esame istologico: è un esame molto invasivo, prevede di prelevare tramite colonscopia una biopsia dei campioni di tessuto intestinale e di analizzarli successivamente al microscopio per rilevare la presenza di microrganismi. Non viene utilizzato di frequente.
La diagnosi è più semplice se l’infezione è diffusa anche in altri distretti.

Qualora la candida abbia colonizzato anche altri distretti dell’apparato gastro – intestinale è possibile ricorrere ad altri esami come la gastroscopia al fine di osservare un’eventuale colonizzazione dell’esofago, oppure avvalersi di test in farmacia utile a determinare una colonizzazione del cavo orale da parte del fungo. I comuni esami del sangue invece non sono utili al rilevamento della candida ma è possibile sottoporre il campione di sangue a test immunoenzimatici (come il test ELISA) al fine di ricercare la presenza di specifici antigeni del fungo.

Vediamo ora quali sono i sintomi e le conseguenze cui vanno incontro chi soffre di questa malattia?

Sintomi: le tossine prodotte dal fungo provocano una sintomatologia molto varia.

Vediamo quindi, quali sono i sintomi che devono far sospettare di soffrire di candidosi intestinale. La candida intestinale altera il normale equilibrio dell’organismo in quanto l’intestino è uno degli organi maggiormente coinvolti nel mantenimento dello stato di salute del soggetto, sia perchè in esso hanno sede i processi digestivi, sia perchè contiene la flora batterica intestinale che funge da sistema immunitario. Inoltre la candida è capace di produrre un gran numero di tossine (almeno 80) che una volta entrate nel circolo sanguigno raggiungono tutti i distretti corporei causando un’ampia e diversa sintomatologia.

I sintomi più comuni che possono aiutare a riconoscere la candida intestinale sono rappresentati da:

Rallentamento dei processi digestivi: a causa dell’azione inibitoria sugli enzimi della digestione e dell’alterazione della mucosa intestinale. Il rallentamento della digestione è frequente causa di meteorismo che causa la sensazione di avere la pancia gonfia e frequenti dolori al basso ventre.
Alterazione mucosa intestinale: per l’azione distruttiva e irritante che ha sulla mucosa intestinale la candida provoca la comparsa di diarrea o stipsi, episodi di colite e presenza di muco nelle feci.
Manifestazioni di tipo neuropsichico: lievi come vertigini, mal di testa, difficoltà di concentrazione, o gravi come episodi di depressione e disturbi ossessivo – compulsivi. Questo è dovuto alla capacità della candida di produrre delle sostanze tossiche come l’acetaldeide la quale riesce a passare la barriera emato-encefalica provocando diversi danni a livello del sistema nervoso centrale.
Perdita di peso: a causa dell’alterazione degli enzimi digestivi e del processo di digestione in generale. Questo fa si che il soggetto non riesca ad assimilare in maniera corretta i nutrienti e che quindi si trovi in uno stato di malnutrizione.
“Fame di zucchero”: si desiderano cioè i cibi molto dolci in quanto lo zucchero rappresenta il nutrimento ideale per la candida.

Altri sintomi: che non sono da ricondurre specificatamente un’azione diretta della candida ma che sono dovuti allo stato d’infezione e alle tossine che il micete rilascia nell’organismo, sono senso di stanchezza e di spossatezza, talvolta comparsa di febbre, prurito e bruciore a livello anale, mentre altri sintomi non specifici possono essere gli arrossamenti degli occhi, la ritenzione idrica (responsabile di un aumento di peso) e i dolori muscolari e ossei.
Le possibili conseguenze della candida: la cronicizzazione può portare intolleranze alimentari.

La candidosi intestinale è una patologia che può cronicizzare e può avere gravi conseguenze per il soggetto che ne è affetto. In particolare una delle possibili conseguenze della candidosi intestinale è lo sviluppo d’intolleranze alimentari. Questo è dovuto al fatto che i rizoidi quando si attaccano alla parete intestinale ne alterano la struttura e la permeabilità e favoriscono la formazione di microcanali i quali consentiranno il passaggio di piccoli frammenti proteici non digeriti. Questi frammenti di proteine passeranno nel sangue e saranno riconosciuti come allergeni, sostanze cioè in grado di scatenare allergie e intolleranze in particolare si è visto che in alcuni soggetti affetti da candida intestinale vi è un alto numero di anticorpi anti – gliadina e anti – caseina, responsabili rispettivamente di intolleranze al glutine e al lattosio.

Puoi approfondire cosa sono le intolleranze alimentari e come è possibile curarle.

Cure: farmaci, alimentazione e rimedi naturali.

Come abbiamo visto in particolari condizioni fisiche in cui si può venire a trovare il soggetto si è più predisposti all’insorgenza di candida intestinale. La terapia può essere varia, farmacologica e naturale, sarà il medico in ogni caso dopo le indagini diagnostiche a indicare la terapia più opportuna per ogni singolo soggetto.

Rimedi naturali per curare la candidosi intestinale.

La terapia della candidosi intestinale basata su cure naturali prevede l’impiego di sostanze naturali, sia derivate dalle piante che da microrganismi chiamati probiotici, che hanno un’azione antimicrobica e antibiotica. Questa soluzione è da applicare in caso in cui la candidosi sia causata da stress o da alimentazione errata oppure da terapia antibiotica. Tra i rimedi possiamo citare:

L’utilizzo di GSE o estratto di semi di pompelmo: i quali contengono numerosi principi attivi come narginina, quercetina, apigenina ed esperidina che hanno proprietà antimicotiche.
L’uva ursina: che contiene eterosidi fenolici come l’arbutina, che le conferiscono proprietà curative contro i miceti e i batteri. È particolarmente attiva a livello vescicale ma può essere utilizzata anche come disinfettante intestinale per la candidosi.
Il bicarbonato: (un cucchiaino da sciogliere in acqua e da assumere due volte al giorno) aiuta ad alzare il pH e a creare quindi un ambiente basico che non consente la proliferazione della candida.
L’acido caprilico: un acido grasso che si trova nelle noci di cocco e nell’olio di semi di palma, che si utilizza in quanto è capace di distruggere la membrana cellulare della candida portando quindi a morte la cellula.
Probiotici: cioè microorganismi come i lactobacilli (in particolare Lactobacillus acidophilus) e alcuni lieviti (come Saccharomyces Boulardii) che sono in grado di ripristinare la flora batterica intestinale.
Somministrazione…

Le terapie naturali hanno una durata variabile che va da un minimo di 1 – 2 mesi qualora vi sia solo il sospetto di soffrire di candidosi intestinale, a un massimo di 3 – 6 mesi qualora vi sia l’effettiva conferma diagnostica di soffrire della patologia. La somministrazione avviene per via orale e la posologia varia in base alla gravità della situazione.

L’alimentazione è utile per combattere la patologia?

L’alimentazione è utile sia nel trattamento che nella prevenzione della patologia.

Importante sia nella prevenzione che nel trattamento delle candidosi intestinali è l’alimentazione in quanto una dieta scorretta priva di fibre e ricca di zuccheri semplici può portare all’insorgenza della patologia. Anche la “terapia” alimentare è utile in caso d’insorgenza occasionale. Chi soffre di candidosi intestinale non deve seguire una vera e propria dieta ma deve limitare o evitare il consumo di alcuni alimenti e prediligerne altri, in particolare:

Alimenti da evitare: sono da eliminare tutti gli alimenti che forniscono zuccheri semplici come i carboidrati raffinati quali pane e pasta bianchi, lo zucchero da cucina, le bevande gassate e quelle alcoliche, i succhi di frutta, i dolcificanti, i prodotti a base di lievito, il latte e i latticini come per esempio i formaggi molto stagionati., la frutta secca, e i dolcificanti sintetici. Sono da eliminare anche tutti gli alimenti che contengono caffeina in quanto può provocare il rilascio di zuccheri da parte dell’organismo.

Alimenti da limitare: sono da limitare fortemente i cibi come le patate, i peperoni, le melanzane, la frutta, alcuni condimenti come l’aceto, il mais, il pane integrale. Alcuni latticini come lo yogurt magro o il latte parzialmente scremato o a basso contenuto di lattosio possono essere assunti limitatamente.

Alimenti da preferire: sono da preferire i sostituti del latte come il latte di soia, di avena o di riso, le carni magre come pollo e tacchino, il pesce, i cereali come il kamut, la quinoa o il farro, le verdure di stagione, i legumi, gli oli di origine vegetale come l’olio di semi di lino.

 
 

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